Archivio per agosto 2012

Che cos’è uno splintaggio dentale alla Clinica Vitaldent di Pavia

agosto 27, 2012

Molto spesso, in ambito ortodontico e protesico, può succedere che aumenti la mobilità di un elemento dentale e che sia necessario ricorrere a uno splintaggio, ovvero a un’unione meccanica  per dare maggior stabilità ai denti stessi. I dentisti della Clinica Vitaldent di Pavia ci illustrano le differenti tecniche di splintaggio e la loro evoluzione nel tempo.

Dalla Vitaldent di Pavia informano che le strutture che uniscono più denti possono prevedere un allestimento diretto o indiretto che può essere fisso o rimovibile. Tra le varie tecniche ricordano gli splintaggi rigidi, strutture metalliche che godono di ottima durabilità ma che presentano alcuni effetti collaterali, tra cui traslucenza visibilmente alterata e difficoltà nell’effettuare una corretta igiene; splintaggi meno rigidi, che prevedono l’utilizzo di un filo intrecciato e meno composito per l’ancoraggio ai denti, rendono le manovre di igiene più facili ma allo stesso tempo possono subire delle deformazioni e degli spostamenti ortodontici. Più affidabile e resistente nel tempo è lo splintaggio con microreti metalliche cementate e ricoperte da composito.

Dallo Studio Dentistico Vitaldent di Pavia sottolineano che grazie al perfezionamento delle tecniche adesive e la creazione di strutture incollabili fatte di fibre polietileniche, di vetro o di silicio, si hanno oggi nuove possibilità per poter eseguire splintaggi che risultano mimetici, durevoli e estremamente rigidi. Le fibre silicee e vetrose hanno il notevole vantaggio di poter essere lucidate e mantenute a contatto con l’ambiente orale. Le fibre polietileniche hanno un alto peso molecolare e resistono molto bene alla rottura e all’usura, adattandosi a forme più complesse, ma devono sempre essere circondate da composito e ciò rende il loro utilizzo più laborioso.

Dalla Clinica Vitaldent di Pavia ribadiscono che deve essere il dentista che, in base al caso clinico, consiglia ad ogni singolo paziente il metodo più appropriato tra tutte queste soluzioni di splintaggio.

Vermi anti-carie e urina sbiancante: alcuni rimedi degli antichi per prendersi cura dei denti

agosto 27, 2012


Il mal di denti non conosce limiti né età e, come si può immaginare, era ben noto anche agli antichi. Ce ne da testimonianza persino Sant’Agostino nelle Confessioni, in cui racconta un terribile attacco che lo colpisce mentre sta tenendo un discorso.

Ovviamente le cure non erano ben collaudate, e soprattutto efficaci, come quelle attuali e molto spesso si doveva sperare in un miracolo per poter star meglio e non continuare a soffrire di mal di denti. I rimedi utilizzati potevano essere davvero bizzarri, se non si decideva direttamente di risolvere il problema alla radice estraendo il dente.

Per esempio, si credeva che le carie fossero provocate da un verme roditore e che poteva essere sconfitto solo da un altro verme. Ed è proprio per questo che Plinio il Vecchio suggerisce di utilizzare un tarlo del legno o un bruco di cavolo che, posizionato nella cavità, avrebbe fatto cadere il dente ammalato. Oppure si poteva ricorre a rimedi più naturali e omeopatici, e soprattutto meno strani, come un unguento composto da un dente di leone tritato, succo di silfio (una pianta ormai estinta che cresceva nell’Africa del Nord), pepe e nardo indiano. Per sbiancare i denti, invece, si ricorreva a un rimedio proveniente dalla penisola iberica: Catullo ci racconta che gli iberici erano soliti fare ripetuti sciacqui di urina per ottenere denti più bianchi.

Nonostante fosse già utilizzata la pratica dell’otturazione ed esistessero anche trapani rudimentali, gli antichi non godevano di dentature perfette e per curarsi il mal di denti non ricorrevano a rimedi o credenze provenienti da diverse parti del mondo e a volte davvero atipici. E se questi non funzionavano, non potevano far altro che sperare in un miracolo!

Vitaldent di Brescia: cos’è l’herpes simplex

agosto 24, 2012

L’herpes simplex di tipo I è un virus che colpisce i tessuti di viso e bocca e causa manifestazioni cliniche a carico della mucosa orale, oltre a quella faringea, oculare e della cute del viso e il tronco al di sopra del diaframma. Dalla Vitaldent di Brescia informano che questo virus si trasmette attraverso la saliva ed il contatto con delle lesioni attive.

Questo virus – continuano dalla Vital Dent di Brescia – si caratterizza per rimanere in uno stato di latenza nel tessuto nervoso, potendo così riattivarsi in seguito se stimolato da alcuni fattori, come freddo intenso, esposizione ai raggi solari, febbre, stress, alterazioni ormonali e traumi. E alla riattivazione – specificano dalla Vitaldent di Brescia – seguono le manifestazioni cliniche ricorrenti. Infatti, dopo un periodo di incubazione che può variare da pochi giorni a due settimane, nelle forme sintomatiche si manifesta una eruzione sotto forma di vescicole e ulcere sui tessuti orali e periorali.

Tra le varie terapie, il primo accorgimento da seguire  – raccomandano dalla Vital Dent di Brescia – è non toccare le lesioni con le mani per evitare di estendere l’infezione ad altre aree. Generalmente, però, il trattamento della gengivostomatite erpetica primaria è sintomatico e, quindi, mirato a ridurre i sintomi, dato che il quadro patologico tende a guarire spontaneamente in una decina di giorni. Per alleviare il dolore – aggiungono dalla Vitaldent di Brescia – è utile ricorrere, sotto indicazione odontoiatrica, a collutori analgesici contenenti un principio attivo antinfiammatorio; antisettici sotto forma di spray e sospensioni orali per effettuare sciacqui da ripetersi ogni 2-4 ore prima dei pasti in modo tale che venga creato un film protettivo che ricopre l’ulcera. Un ulteriore strumento utile è il laser diodo che, grazie alle sue proprietà decontaminanti e biostimolanti, è in grado di accelerare la guarigione delle lesioni.

Dalla Vital Dent di Brescia raccomandano di iniziare la terapia il prima possibile per ottenere la massima efficacia nella guarigione dall’herpes.

La Vitaldent di Bergamo spiega la sindrome della bocca che brucia

agosto 22, 2012

Il dentista della Vitaldent di Bergamo ci spiega una patologia molto frequente del cavo orale che colpisce all’incirca il 3% della popolazione di entrambi i sessi, anche se si presenta con maggior frequenza nelle donne in età perimenopausale. Questa sindrome è definita della bocca bruciante (BMS) o stomatopirosi.

Dallo Studio Dentistico Vitaldent di Bergamo informano che si presenta con un bruciore più o meno intenso del cavo orale, coinvolgendo soprattutto la punta della lingua o addirittura tutta la mucosa orale ed alterando la sensibilità delle labbra. I sintomi possono differire da paziente a paziente e vanno dal formicolio al prurito o alla sensazione di punture di spilli, dal bruciore al dolore. A volte – continua l’odontoiatra della Vitaldent di Bergamo – i pazienti lamentano anche secchezza delle fauci, alterazioni del gusto e difficoltà a deglutire e studi scientifici hanno dimostrato che alcuni casi sono associati a infezione da helicobacter pylori, anemia e diabete mellito.

I dentisti dello Studio Dentistico Vitaldent di Bergamo spiegano inoltre che esistono tre varianti cliniche della sindrome della bocca che brucia, ovvero una prima tipologia descrive un bruciore che inizia solitamente subito dopo il risveglio per poi aumentare durante la giornata (BMS 1); una seconda variante prevede un bruciore persistente e costante durante tutta la giornata ed è quella che si verifica con maggior frequenza (BMS 2); infine la sindrome di tipo tre (BMS 3), che è quella meno frequente, si caratterizza per una sintomatologia recidivante alternata a periodi di benessere.

Alla Clinica Vitaldent di Bergamo affermano che sono state fatte varie ipotesi eziopatogenetiche riguardo ai meccanismi che scatenano questa sindrome, tra le quali ricordano l’intolleranza al glucosio, la menopausa, lo stress, delle anomalie dei recettori vanilloidi e le malattie autoimmuni.

L’alternativa al succhiotto allo Studio Dentistico Vitaldent di Genova

agosto 20, 2012

I dentisti della Clinica Vitaldent di Genova affermano l’importanza della prevenzione delle malformazioni della bocca dei bambini durante i primi 5 anni della loro vita perché, proprio durante la prima infanzia, si raggiunge il 70% circa dello sviluppo totale del viso e della mascella.

Dallo Studio Dentistico Vitaldent di Genova spiegano che la tendenza che hanno i bambini ad assumere abitudini viziate, come il succhiarsi il pollice o l’uso del ciuccio, li predispone a difetti scheletrici e dentali ed è solo evitando che questi vizi si protraggano nel tempo che si può ridurre e perfino scongiurare eventuali terapie ortodontiche più lunghe e complesse.

Gli odontoiatri della Vitaldent di Genova sottolineano che il perdurare di queste abitudini – che sono tappe fondamentali del processo evolutivo e devono considerarsi anche delle modalità di difesa dalla paura dell’abbandono – può sfociare in un vizio che nel tempo provoca alterazioni occlusali. La suzione non nutritiva – confermano i dentisti della Clinica Vitaldent di Genova – deve essere disincentivata a partire dai 2 anni perché, se persiste oltre il terzo anno di età, è necessario ricorrere a un approccio terapeutico con dispositivi orali endorali. Questi ultimi svolgono la loro azione mediante stimolatori a vuoto che sollecitano delicatamente i muscoli facciali e mandibolari, scudi paralingua che eliminano l’abitudine a succhiare il pollice ed evitano la spinta linguale. Inoltre abituano il bambino a una corretta deglutizione, al posizionamento naturale della lingua e alla respirazione nasale.

Questi dispositivi – continuano dallo Studio Dentistico Vitaldent di Genova – possono essere utilizzati dal bambino quando avverte il bisogno di succhiare al posto del ciuccio: saranno sufficienti dieci o venti minuti due volte al giorno per determinare un effetto positivo sui muscoli e abituare il bambino a respirare e deglutire correttamente.

Mettendo in pratica questi interventi – assicurano dalla Vitaldent di Genova – si può riaddestrare la muscolatura orale, riducendo o addirittura eliminando il ricorso a terapie più lunghe e complesse nel tempo.

I terzi molari: organi vestigiali e quasi del tutto inutili a fini pratici

agosto 20, 2012

In una bocca adulta possono contarsi fino a 32 denti, 4 dei quali spuntano per ultimi in fondo a ciascuna arcata dentale tra i 18 e i 25 anni, anche se a volte l’eruzione può verificarsi diversi anni dopo. Questi ultimi sono i denti del giudizio.

Molto spesso però la bocca, a causa delle mascelle troppo piccole, non presenta uno spazio sufficiente e ciò comporta che i denti del giudizio non escano nella maniera corretta. Può capitare, infatti, che nel momento dell’eruzione siano bloccati dal molare che li precede e, di conseguenza, inclusi, ovvero parzialmente inclinati o completamente all’interno delle gengive. In questi casi, la gengiva può gonfiarsi e far male e particelle di cibo e batteri possono raccogliersi sotto il bordo che copre il dente, impedendo un’igiene efficace. Sarà il dentista a individuare se il problema è temporaneo e può essere contenuto con maggior cura nella pulizia e con i colluttori o se, invece, è necessaria un’estrazione.

Per attenuare il dolore e il gonfiore delle gengive e avere un po’ di sollievo, si può ricorrere a rimedi caserecci, come risciacqui con acqua tiepida e sale per disinfettare anche le parti in cui non arriva lo spazzolino; a collutori antibatterici, come la Clorexidina, per ridurre l’infiammazione, oppure a farmaci, ma solo sotto prescrizione medica.

Una volta effettuata la radiografia e individuata la posizione del dente del giudizio, il dentista può appurare se c’è spazio sufficiente affinché esca normalmente o se è necessaria un’estrazione. Questa verrà effettuata quando i denti del giudizio causano dolore e provocano disturbi; quando sono difficili da pulire o cariati, se usciti parzialmente, o quando provocano un affollamento degli altri denti, rendendo difficile l’igiene orale.

La difficoltà o meno dell’estrazione dipenderà dalla posizione dei denti del giudizio e dalla forma delle loro radici: generalmente quelli dell’arcata superiore possono essere tolti con maggiore facilità rispetto a quelli inferiori, che molto spesso sono inclusi. In ogni caso, a fine intervento, è meglio rimanere tranquilli e assumere cibi freddi e liquidi per almeno 24 ore per evitare problemi di sanguinamento e, in caso di dolore o fastidio, ricorrere agli antidolorifici consigliati e prescritti dal dentista.

Come si riparano i denti fratturati alla Vitaldent di Bologna

agosto 17, 2012

I dentisti della Vitaldent di Torino ci hanno spiegato le fratture dentali e le varie tipologie. Ora dalla Vitaldent di Bologna ci spiegano come possono essere riparate.

Gli odontoiatri della Vitaldent di Bologna informano che la scelta del trattamento dipende dal grado di danneggiamento del dente e solo il dentista può stabilire quale trattamento risulta più idoneo al caso.

Tra le varie tecniche a cui si può far ricorso, dalla Vitaldent di Bologna annoverano:

  • l’odontoiatria adesiva che permette di ridare al dente la sua forma originaria, riparando facilmente delle piccole scheggiature della superficie masticatoria grazie all’utilizzo di un materiale resinoso;
  • il rimodellamento cosmetico che si pratica solo quando la scheggiatura è molto ridotta;
  • le faccette – sottili strati di porcellana o di altro materiale a base di resina e per questo molto durevoli – che rappresentano la soluzione ideale se si ha una quantità sufficiente di tessuto dentario;
  • le corone che rappresentano l’alternativa all’impossibilità del dente di ricevere una faccetta perché non vi è sufficiente tessuto dentario;
  • la sostituzione completa del dente che è l’ultimo rimedio a cui si può ricorrere.

Anche se una frattura dentale non guarisce completamente, dalla Vitaldent di Bologna sottolineano l’importanza di ricorrere al trattamento più opportuno per evitare di peggiorare la situazione e per far sì che il dente possa conservare la sua funzione.

Siccome non è del tutto possibile prevenire delle fratture, i dentisti della Vitaldent di Bologna consigliano di seguire alcuni accorgimenti, come utilizzare un bite in caso di digrignamento notturno; un paradenti se vengono praticate attività sportive di contatto ed evitare di mordere oggetti duri.

I dentisti delle Cliniche Vitaldent utilizzano la tecnologia CAD-CAM

agosto 16, 2012

Tra le ultime innovazioni tecnologiche che vengono in aiuto agli specialisti delle Cliniche Vitaldent all’ora di creare protesi fisse e mobili c’è la tecnologia CAD-CAM. Questa tecnologia – come spiegano i dentisti dei Centri Vitaldent – è il risultato di un lavoro ingegneristico che da la possibilità di realizzare oggetti attraverso un software detto CAD, ovvero Computer-Aided Design, e una fase di costruzione assistita detta CAM, e cioè Computer-Aided Manufacturing.

Dal settore ingegneristico, questa tecnica si è diffusa anche in quello odontoiatrico ed è già da diversi anni che viene impiegata negli Studi Dentistici Vitaldent di tutta Italia, permettendo di creare protesi con una precisione digitale.

I dentisti delle Centri Odontoiatrici Vitaldent dichiarano che tra i numerosi vantaggi di questa tecnologia CAD-CAM i più importanti sono:

  • la possibilità di prendere l’impronta dentale attraverso uno scanner ottico posizionandolo direttamente nella bocca del paziente, senza dover ricorrere alla pasta tradizionale, e di inviare un file in 3D al laboratorio odontotecnico;
  • la possibilità di realizzare restauri di corone intarsi e faccette estetiche anche in una sola seduta, consentendo un notevole risparmio di tempo;
  • un uso inferiore di anestetico, dato che per realizzare un restauro protesico occorrono più sedute – come minimo tre per la preparazione del dente e il montaggio del provvisorio; la presa dell’impronta e il montaggio del dente definitivo – e, normalmente, ognuna di queste richiede un’anestesia. Intervenendo con l’apparecchiatura CAD-CAM invece si realizza il lavoro in un’unica seduta, provocando meno stress al paziente.

I dentisti delle Cliniche Vitaldent assicurano che, grazie alla tecnologia CAD-CAM e ai migliori materiali, è possibile recuperare con naturalità il benessere della propria bocca con le protesi.

Le otturazioni in composito nelle Cliniche Vitaldent di Firenze

agosto 13, 2012

Oggi le otturazioni possono essere oltre che funzionali anche estetiche. Infatti molte persone sono diventate più attente al loro aspetto e, di conseguenza, al loro sorriso. Ed anche i dentisti si sono adattati a questa tendenza, prediligendo otturazioni in composito al posto di quelle color argento decisamente più visibili. Per avere informazioni più dettagliate in merito, ci rivolgiamo agli odontoiatri delle Cliniche Vitaldent di Firenze.

Dalla Vitaldent di Firenze ci dicono che da alcuni anni per le otturazioni vengono utilizzati nuovi materiali compositi con proprietà migliori dell’amalgama e che sono ugualmente validi. I dentisti degli Studi Dentistici Vitaldent di Firenze precisano che la durata di questi materiali dipende molto da dove è posizionata l’otturazione all’interno della bocca e da quanto energicamente i denti premono l’uno contro l’altro durante le masticazione.

Gli odontoiatri delle Cliniche Vitaldent di Firenze spiegano che per le otturazioni in composito si usano materiali costituiti essenzialmente da fibra di vetro e resine sintetiche e che, rispetto agli altri materiali, hanno anche un effetto estetico perché presentano un colore molto simile a quello naturale dei denti e risultano poco evidenti.

Ma è possibile e vale la pena sostituire le otturazioni in amalgama con quelle in composito? I dentisti della Vitaldent di Firenze sottolineano che normalmente è meglio cambiare le otturazioni solo quando è necessario e non per un semplice vezzo: sarà proprio lo specialista a suggerire al paziente il momento più opportuno per cambiarle, ovvero quando saranno vecchie o danneggiate.

Gli odontoiatri degli Studi Dentistici Vitaldent di Firenze aggiungono che ci sono anche delle alternative alle otturazioni, ovvero la conservativa adesiva che consiste nel cementare il materiale di riempimento direttamente sul dente, rimuovendone una parte minore. Ad ogni modo, è il dentista stesso che valuta caso per caso la scelta più opportuna per prendersi cura al meglio della salute orale del proprio paziente.

Lo yogurt: un ottimo alleato per la salute della bocca

agosto 13, 2012

Secondo una ricerca giapponese effettuata presso le Università di Fukuoka e di Tokyo, lo yogurt risulterebbe essere un ottimo alleato per ridurre il rischio di carie nei bambini. Infatti, secondo questo studio, consumare yogurt quattro o più volte alla settimana ridurrebbe del 22% le possibilità di avere carie rispetto a chi non ne assume.


Per studiare l’impatto che i latticini possono avere nel rinforzare la dentatura, i ricercatori giapponesi hanno analizzato le abitudini alimentari di 2.058 bambini di tre anni e, al netto di altri comportamenti o fattori esterni – come per esempio quante volte lavano i denti, se sono esposti al fumo passivo, se mangiano dolciumi, ecc. – è risultato che i bambini che consumano yogurt presentano meno problemi ai denti. Tuttavia non tutti i latticini sembrano avere questo influsso benefico: infatti altri tipi di alimenti ricchi di calcio, come latte o burro, sembrano non avere nessun tipo di impatto.

Lo yogurt potrebbe essere il miglior alleato per una buona salute orale dei bambini e quindi gli studiosi danno il via libera alle merende a base di yogurt, purché siano quelli magri, con pochi zuccheri aggiunti e senza aromi.

Le ragioni precise di questo effetto benefico non si conoscono ancora ma si pensa che sia merito dei batteri “buoni” di cui è ricco lo yogurt che proteggono le mucose della bocca, contrastando l’azione dei batteri “cattivi” che provocano carie e infiammazioni. E per garantirsi gli effetti benefici e conservare in buona salute denti e gengive, basta mangiarne un vasetto al giorno


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