Archivio per giugno 2012

Gli Studi Dentistici Vitaldent di Cologno Monzese spiegano la pulpite

giugno 29, 2012

Ai giorni nostri le abitudini alimentari sono cambiate molto: assumiamo sempre più frequentemente cibi molli e zuccheri raffinati che provocano la produzione di una placca batterica particolarmente adesiva e aggressiva nei confronti dei tessuti che compongono i denti, lo smalto e la dentina.  E tutto ciò porta alla formazione di carie e le sue conseguenze sono la pulpite e l’ascesso.

La pulpite – ci spiega il dentista degli Studi Dentistici Vital Dent di Cologno Monzese – è un’infiammazione della polpa dentale, ovvero dell’organo interno del dente, ed è dovuta al fatto che la carie si fa più profonda e supera i tessuti duri del dente, ovvero smalto e dentina. Quando la polpa dentaria è infiammata – continuano dagli Studi Dentistici Vitaldent – si espande andando a comprimere le fibre nervose di cui è ricca contro le pareti rigide del suo alloggiamento. È per questo motivo che il dolore che insorge è spesso improvviso, molto acuto e si attiva, inizialmente, per stimoli fisici, come caldo e freddo, ma più progredisce l’infiammazione e più il dolore insorge spontaneamente e costringe a ricorrere a cure d’urgenza poiché i comuni analgesici non fanno effetto. Infatti – sottolinea l’odontoiatra degli Studi Dentistici Vitaldent di Cologno Monzese – i farmaci possono agire sulla sensazione di dolore ma risultano spesso inefficaci. Per curare la pulpite si deve asportare la polpa infetta attraverso un procedimento terapeutico chiamato devitalizzazione.

Nel caso si dovesse trascurare la cura di questa infezione – avverte il dentista degli Studi Dentistici Vitaldent di Cologno Monzese – la pulpite evolve in necrosi della polpa: il contenuti necrotico infetto va a contaminare anche la zona circostante l’apice della radice dentale, determinando un ascesso o una condizione d’infiammazione cronica. All’esame radiografico compare il segno caratteristico dell’osteite apicale, ovvero l’infiammazione dell’osso circostante l’apice radicolare, un’area di ridotta densità ossea che è determinata sia dal granuloma che dall’ascesso.

Dagli Studi Dentistici Vitaldent di Cologno Monzese raccomandano di non sottovalutare mai il mal di denti perché è meglio prevenire possibili problemi futuri con un controllo periodico e curare in tempo eventuali patologie già in atto.

L’impianto alla Vitaldent di Brescia

giugno 27, 2012

Oggi ancora molte persone considerano l’implantologia la soluzione più avanzata per risolvere importanti problemi di mancanza di denti. Un tempo si ricorreva alle protesi mobili invece oggi le dentiere sono sempre più in disuso e si ricorre sempre più spesso alla chirurgia impiantare per inserire denti fissi che appaiono del tutto naturali.

Il dentista della Vitaldent di Brescia afferma però che l’implantologia serve anche per risolvere situazioni meno gravi ma che procurano altrettanti disagi. Per esempio – continuano dalla Vitaldent di Brescia – la mancanza anche di un solo dente causa problemi di masticazione perché vengono provocati movimenti a carico di quelli rimanenti, che ne modificano la posizione e il rapporto con quelli dell’arcata antagonista.

L’odontoiatra della Vitaldent di Brescia assicura che per risolvere questi problemi e prevenire le complicanze basta ricorrere all’implantologia e posizionare un impianto. L’impianto solitamente può essere inserito durante la stessa seduta dell’estrazione del dente. Dalla Vitaldent di Brescia ci dicono anche che i risultati sono davvero soddisfacenti in casi che riguardano la mancanza di denti nei giovani tra i dieci ed i vent’anni, come per esempio in seguito a traumi o ad agenesia. Si possono inserire anche in queste circostanze degli impianti molto prima dell’età indicata fino ad oggi come quella minima, ovvero dopo i vent’anni. Altrimenti questi giovani dovrebbero essere costretti a protesi provvisorie mobili, a delle vere e proprie dentiere parziali, con il rischio che potrebbero nascere dei disagi nel relazionarsi alle altre persone.

Grazie agli studi più avanzati – afferma il dentista della Vitaldent di Brescia – si è arrivati all’utilizzo di procedure precise e accurate che permettono, nel minor tempo possibile, di effettuare le cure, estrarre i denti incurabili ed inserire gli impianti che avranno un’estetica simile ai denti naturali. Nel giro di poche ore il paziente potrà risolvere i suoi problemi e uscire dallo Studio con una bocca nuova, dimenticando il disagio estetico e funzionale.

Clinica Vitaldent di Monza: l’assunzione del fluoro in gravidanza

giugno 25, 2012

È dimostrato che l’efficacia del fluoro è massima nel periodo di formazione dello scheletro e dei denti e che diminuisce durante l’età adulta. Ed è per questo che è bene assumerlo durante la gestazione, dato che quanto più precoce è l’inizio della somministrazione tanto maggiori sono i risultati preventivi ottenuti a livello orale ed osseo. Le Cliniche Vital Dent di Monza ci forniscono una panoramica sul fluoro e sul suo utilizzo durante la gravidanza.

Il dentista della Clinica Vitaldent di Monza ci spiega che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha accertato l’importanza di una corretta integrazione del fluoro durante la gravidanza e in particolare a partire dal quarto mese, quando nel feto comincia a formarsi la gemma dentale. Infatti – continua l’odontoiatra della Clinica Vital Dent di Monza – in questo modo si renderebbero più forti e sani sia i denti da latte che i denti permanenti del bambino.

Ma come deve essere assunto e per quanto tempo? Il dentista della Clinica Vitaldent di Monza precisa che il fluoro può essere assunto dalla gravidanza fino ai 6 anni del bambino, mediante compresse reperibili in farmacia. Inoltre se la mamma ha assunto la giusta percentuale di fluoro nel corso della gestazione, nei primi tempi non è necessario somministrare al neonato integratori a base di fluoro e si può aspettare fino almeno al sesto mese d’età. Così facendo – assicurano dalle Cliniche Vital Dent di Monza – si determina una riduzione dell’incidenza della carie dell’80%.

Il vantaggio di una corretta fluoro-profilassi è giustificata non da condizioni sperimentali ma dall’osservazione naturale. Infatti – afferma l’odontoiatra della Clinica Vitaldent di Monza – la popolazione che risiede in zone in cui è presente un’acqua ricca di ioni di fluoro ha una bassissima incidenza di carie dovuta ad uno smalto particolarmente resistente all’attacco acido dei batteri della placca. Oltre ai benefici riscontrati per la dentatura, alcuni studi hanno dimostrato che l’esposizione al fluoro fa bene anche per la formazione dello scheletro: il fluoro sarebbe in grado di aumentare la densità ossea a livello femorale e della colonna vertebrale di circa il 3%.

Dalle Cliniche Vital Dent di Monza concludono che è saggio valutare la giusta dose di fluoro per la profilassi e che deve essere misurata in relazione alla quantità di ioni fluoro assunta con l’alimentazione e in particolare con l’acqua.

Gli Studi Dentistici Vitaldent di Milano informano sul granuloma apicale

giugno 22, 2012

Grazie a una ortopantomografia, ovvero una radiografia di tutta la bocca, il dentista può controllare tutta la componente ossea ed aerea dell’apparato stomatognatico, avendo in questo modo un quadro completo e preciso dello stato di salute dentale del paziente. Molto spesso la lastra rileva la presenza di una patologia particolarmente frequente e silente, cioè il granuloma apicale. Insieme ai dentisti degli Studi Dentistici Vitaldent di Milano vediamo che cos’è e come può essere curato.

Il granuloma apicale – spiega l’odontoiatra degli Studi Dentistici Vitaldent di Milano – è un’infezione cronica causata dall’attività batterica all’interno della radice del dente. Infatti i batteri lì presenti producono tossine che fuoriescono dall’apice verso i tessuti circostanti e procurano una reazione infiammatoria che culmina con il riassorbimento osseo periapicale e la comparsa di tessuto infiammatorio. Tutto ciò – continua il dentista degli Studi Dentistici Vitaldent di Milano – si verifica quando il nervo è morto spontaneamente o quando il dente è stato devitalizzato, perché altrimenti in un dente normale e sano, con il nervo vitale e ben irrorato, ciò non accadrebbe.

Quando il nervo è morto – sottolinea l’odontoiatra degli Studi Dentistici Vitaldent di Milano – all’interno della radice si crea una coltivazione batterica pura, dovuta all’ottimo terreno di coltura creato dal tessuto in decomposizione. Se le condizioni generali di salute del paziente sono buone e se il dentista interviene per tempo, le tossine che fuoriescono dall’apice vengono bloccate dalle difese immunitarie e il dente viene salvato con una buona cura canalare.

Se invece il dente è già stato devitalizzato – precisa il dentista degli Studi Dentistici Vitaldent di Milano – la causa del granuloma può essere proprio la cura canalare effettuata in precedenza e non per procedure inadeguate ma per un’anatomia particolarmente difficile, le radici con curve molto accentuate o un delta apicale particolarmente diramato.

I dentisti degli Studi Dentistici Vitaldent di Milano dicono che, una volta individuato, il granuloma deve essere rimosso per evitare che l’infezione vada in circolo e intacchi altri organi. Per rimuoverlo si può ricorrere al ritrattamento canalare, andando a togliere il vecchio materiale da otturazione canalare, oppure all’apicectomia, che consiste nel fare una breccia ossea all’altezza dell’apice del dente incriminato e otturare la radice decapitata. In ogni caso è l’odontoiatra che valuta quale tecnica può essere applicata e, nel caso in cui non fosse possibile effettuare nessuna delle due, ricorrerà all’estrazione del dente.

Il dentista Vitaldent di Rimini avverte sull’uso degli sbiancanti fai da te

giugno 20, 2012

Lo sbiancamento dentale è quella procedura in grado di riportare il colore dei propri denti a quello originario e, per effettuarne uno efficace e come si deve, bisogna rivolgersi al proprio dentista Vitaldent.

L’odontoiatra della Vitaldent di Rimini spiega che la nicotina, la teina, i farmaci e alcuni alimenti sono i principali nemici dell’alterazione del colore naturale dei denti – in termini tecnici chiamata discromia dentale – e della perdita della brillantezza del sorriso. È per questa ragione che i trattamenti sbiancanti oggi sono sempre più richiesti ma – sottolineano i dentisti della Vitaldent di Rimini – per avere effetto e non creare nessun tipo di problema a denti e gengive devono essere prescritti dai dentisti stessi.

Lo sbiancamento dentale –avverte l’odontoiatra Vital Dent di Rimini – è  un atto medico e in quanto tale è indispensabile che il dentista effettui una valutazione preliminare della natura del difetto nella colorazione dei denti. Infatti non tutte le dicromie possono essere risolte perché a volte sono dovute a difetti strutturali dello smalto dentale in seguito a una prolungata assunzione di farmaci in età infantile, a traumi dentali o ad altre cause eziologiche. Inoltre – continuano gli odontoiatri della Vitaldent Rimini – è fondamentale verificare la salute delle gengive per escludere infiammazioni ed effettuare una seduta di igiene orale per la rimozione del tartaro, se presente.

I dentisti della Vitaldent di Rimini mettono in guardia sull’uso degli sbiancanti domiciliari fai da te perché giudicati poco efficaci – o meglio servono a mantenere più a lungo l’azione dello sbiancamento professionale – e, soprattutto, perché potrebbero compromettere la propria salute orale. L’odontoiatra Vital Dent di Rimini raccomanda di evitare i prodotti acquistabili su internet all’estero in quanto contengono percentuali di perossido di idrogeno di molto superiori a quelle consentite dalla legislazione europea: utilizzandoli, si rischierebbero lesioni permanenti alle proprie gengive.

Quindi è bene affidarsi ai dentisti per effettuare questo tipo di trattamenti in sicurezza e ricordare che non è possibile effettuare uno sbiancamento dentale se si ha un’igiene orale trascurata, si soffre di gravi problemi parodontali e si possiedono elementi dentali fratturati oppure otturazioni compromesse.

Gli Studi Dentistici Vitaldent di Milano e Monza e l’apnea ostruttiva notturna

giugno 18, 2012

L’apnea ostruttiva notturna è un disturbo della respirazione che determina degli arresti del respiro durante il sonno. Grazie ai dentisti delle Cliniche Vitaldent di Monza e Milano cerchiamo di definire meglio questa patologia e i trattamenti necessari a curarla.

 

L’odontoiatra della Clinica Vitaldent di Monza ci spiega che la OSAS, o apnea ostruttiva notturna , comporta un arresto della respirazione durante il sonno per una durata superiore ai 10 secondi e con una frequenza maggiore alle 10 volte nell’arco di un’ora. Molto spesso – continuano dalla Cliniche Vitaldent – questo disturbo è associato al russamento cronico, anche se, parlando in termini di cifre, i russatori cronici sono il 40% della popolazione e, di questi, solo il 3-4% soffre di OSAS.

 

Dagli Studi Dentistici Vitaldent di Milano ci spiegano che la terapia per curare l’apnea ostruttiva notturna si differenzia in base alla diagnosi e può portare all’uso di dispositivi, ovvero apparecchi che insufflano aria nelle vie respiratorie; a una terapia ortopedica-ortodontica con l’ausilio di dispositivi intraorali notturni; a una terapia chirurgica che può essere semplice, come una correzione della deviazione del setto o un’adenoidectomia, oppure molto più complessa, come l’avanzamento della mandibola, mascella, lingua e dell’osso ioide. Nei casi più semplici – continua il dentista della Clinica Vitaldent di Monza – è sufficiente seguire delle buone norme igienico-comportamentali, ovvero evitare di consumare pasti abbondanti alla sera e alcol; dimagrire, se si è in sovrappeso; evitare di assumere sonniferi ; smettere di fumare, per evitare un’ipertrofia della tonsilla linguale, e dormire mantenendo una postura laterale.

 

Infine, l’odontoiatra delle Cliniche Vitaldent di Monza e Milano aggiunge che l’OSAS colpisce anche i bambini in età evolutiva, soprattutto tra i 2 e i 5 anni, e che la causa scatenante più comune è l’iperplasia adenotonsillare. I meccanismi che provocano le apnee ostruttive nei bambini – precisano dagli Studi Dentistici Vitaldent di Milano e Monza – spesso sono diversi da quelli che si verificano nei soggetti adulti. Per esempio possono essere legati ad una funzione anomala dei muscoli dilatatori dell’orofaringe; ad una rinite stagionale o a malformazioni cranio-facciali legate ad alcune sindromi.

Le Cliniche Vital Dent di Brescia spiegano la protezione dentale

giugno 15, 2012

Il digrignamento, in termini medici definito bruxismo, può causare diversi problemi, tra cui l’usura dei denti stessi, dolore alla mandibola, mal di testa e sonno interrotto. Grazie al dentista della Vitaldent di Brescia facciamo una panoramica su questa patologia e sui rimedi che possono aiutare a risolvere il problema.

Innanzitutto l’odontoiatra delle Cliniche Vital Dent di Brescia definisce il bruxismo come il serramento e lo sfregamento violento e rumoroso, e della durata di pochi secondi, dei denti dell’arcata inferiore contro quelli dell’arcata superiore. Il digrignamento si verifica prevalentemente durante il sonno e, nella maggior parte dei casi, in persone che dormono a pancia sotto o di lato. Infatti – continuano dalla Vital Dent di Brescia – in condizioni di riposo e in assenza di patologia, la mandibola è centrata e bilanciata sotto il cranio,i muscoli sono rilassati e i denti non sono a contatto, si trovano in una condizione di inattività. Ma se ci si corica facendo gravare il peso di parte del corpo su uno dei due lati della mandibola, si incorre in uno sbilanciamento e si spingono i denti contro gli antagonisti, in una occlusione laterale che risulta essere forzata.

Il problema – specifica l’odontoiatra della Vitaldent di Brescia – ha vari livelli di gravità, che vanno dall’usura iniziale di canini ed incisivi laterali, fino a un generale appiattimento degli elementi dentari e, conseguentemente, una perdita dell’altezza dell’occlusione. Ulteriori danni legati al bruxismo colpiscono le gengive e in generale il parodonto, ovvero il legamento che unisce il dente alle ossa mascellari. Nel corso degli anni – precisa il dentista delle Cliniche Vital Dent di Brescia – si assiste anche a fratture dei denti, a un progressivo aumento della sensibilità al freddo e ad alterazioni progressive all’articolazione temporo-mandibolare e conseguenti contratture dolorose della muscolatura del collo, dovute al continuo lavoro asimmetrico dei muscoli elevatori della mandibola.

L’odontoiatra della Vital Dent di Brescia aggiunge che una protezione dentale, ovvero un dispositivo mobile chiamato bite, può aiutare a risolvere il problema e impedire l’ulteriore usura dei denti. Questo strumento terapeutico viene programmato dal dentista in modo del tutto individuale perché è fondamentale regolare l’altezza dell’occlusione in modo da allentare le tensioni a carico dei muscoli elevatori della mandibola. Ciò che deve essere chiaro – dicono dalla Vitaldent di Brescia – è che è il dentista stesso che segue scrupolosamente, passo dopo passo, l’evoluzione del piano terapeutico, compiendo visite periodiche e modellando il bite secondo le esigenze individuali di ogni paziente.

I consigli della Vitaldent di Rimini per avere denti sani

giugno 13, 2012

Per avere dei denti sani non solo è importante l’igiene orale, i controlli periodici dal dentista, la pulizia professionale almeno una volta all’anno e l’utilizzo del fluoro, ma è fondamentale anche seguire una giusta alimentazione. Il dentista della Vitaldent di Rimini spiega che seguendo queste semplici misure di prevenzione si è riusciti a ridurre drasticamente la prevalenza della carie nei paesi occidentali.

Il livello della salute orale – continuano dalla Clinica Vitaldent di Rimini – è migliorato ma indubbiamente si può fare di più, per esempio aumentare la confidenza degli italiani con il dentista che molto spesso viene contattato solo per le emergenze. Infatti, nonostante i progressi, la carie risulta essere ancora oggi una delle patologie infettive più diffuse e l’infezione cronica orale più comune tra i bambini.

L’odontoiatra della Vitaldent di Rimini sottolinea l’importanza che il cibo ha per la salute dei nostri denti e precisa che un’alimentazione scorretta sin da bambini può indurre carie e rendere l’organismo più soggetto a patologie gengivali che possono portare addirittura alla perdita dei denti. Il dentista della Vitaldent Rimini raccomanda di prestare attenzione al consumo di zuccheri, che ovviamente deve essere ridotto, e di seguire un regime alimentare nel quale ci sia il giusto apporto di frutta e verdura, ricche di fibre e fluoro; latte e derivati per l’apporto di calcio; carni magre, pesce e legumi, per il loro contenuto di ferro e magnesio, molto utili alla salute di denti e gengive. Inoltre – aggiunge l’odontoiatra Vitaldent di Rimini – anche i carboidrati non devono mancare ma è bene prediligere quelli integrali perché, a differenza dei prodotti raffinati, favoriscono una masticazione prolungata e non aumentano i depositi di placca e la formazione di tartaro, come invece succede con i prodotti da forno industriali. Per gli adulti, il dentista consiglia anche un bicchiere di vino rosso a pasto perché i polifenoli contribuirebbero ad inibire la capacità dei batteri di aderire alla superficie dentale.

Vi sono alcuni cibi – proseguono dalla Clinica Vitaldent di Rimini – che hanno un livello di acidità elevato e, per questo motivo, capaci di indebolire il delicato strato protettivo dei denti, cariarli, oltre a intaccare e macchiare lo smalto. La cariogenicità di un alimento – puntualizza il dentista della Vitaldent Rimini – dipende molto anche dalla sua capacità di aderire ai denti e dalla frequenza con cui lo si consuma; mentre la sua capacità di macchiare lo smalto dipende dalla presenza di coloranti. È buona norma – concludono dalla Vitaldent Rimini – effettuare una buona igiene orale e lavarsi i denti dopo i pasti.

Dal Centro Vitaldent di Cagliari i risultati di una ricerca sull’uso dello spazzolino

giugno 11, 2012

Da sempre ci viene detto di lavarci i denti alla fine di ogni pasto ma a volte, se utilizzato a breve distanza dai pasti, lo spazzolino può causare alcuni danni, anche seri. Il dentista del Centro Vitaldent di Cagliari ci spiega le regole fondamentali per una corretta igiene orale senza che si provochino dei danni irreversibili.

Il dentista del Centro Vitaldent di Cagliari afferma che correre a lavarsi i denti dopo aver ingerito l’ultimo boccone non è un’ottima abitudine, anzi si commette un errore. L’odontoiatra assicura che, in base ai risultati di una ricerca statunitense, è stato dimostrato che passare subito dalla forchetta allo spazzolino, immediatamente dopo aver terminato il pasto, può seriamente danneggiare i denti. In pratica – continua il dentista della Vitaldent di Cagliari – così facendo si agevolerebbe l’azione degli acidi corrosivi e, di conseguenza, sarebbe meglio ritardare di un poco l’appuntamento con lo spazzolino e il dentifricio.

Inoltre – prosegue l’odontoiatra del Centro Vitaldent di Cagliari – molte persone lavano i denti un numero di volte superiore a quello raccomandato dagli specialisti. Ma anche strofinare troppo i denti fa più male che bene, soprattutto se lo si fa a 20 minuti dal pasto o dopo aver sorseggiato una bibita gassata o una tazza di caffè. I denti non sono al sicuro perché le setole dello spazzolino possono guidare gli acidi che attaccano lo smalto e la dentina ancora più in profondità, accelerando in questo modo il processo di corrosione. Questa ricerca statunitense – sottolineano dalla Vitaldent di Cagliari – ha dimostrato che i denti sono intaccati più velocemente se vengono spazzolati in questo lasso di tempo immediatamente successivo al pasto perché il loro strato superficiale è demineralizzato dagli acidi.

Durante la conduzione di questa ricerca – precisa il dentista del Centro Vitaldent di Cagliari – gli esperti hanno osservato che per proteggere le superfici dentali dall’attacco erosivo degli acidi basta aspettare da 30 minuti a un’ora prima di ricorrere allo spazzolino: sarebbe questo il tempo ideale contro l’usura per salvaguardare un sorriso perfetto.

Lo stress da dentista spiegato alla Vitaldent di Brescia

giugno 8, 2012

Può risultare strano eppure esiste ed è più diffuso più di quanto si pensi: nella maggior parte dei casi lo stress da studio dentistico colpisce un paziente 9 volte su 10, anche quando ci si deve rivolgere all’odontoiatra solo per effettuare una semplice ablazione del tartaro. Affrontiamo l’argomento con il dentista della Clinica Vitaldent di Brescia che ci spiegherà  come ovviare questo delicato problema.

Per poter ridurre il livello di stress del paziente e, conseguentemente, ottenere una buona cura anche dal punto di vista psicologico, il dentista deve cercare di fare di tutto per mettere a suo agio il paziente. Come? Bastano alcuni semplici accorgimenti.

Il dentista – spiega l’odontoiatra della Vital Dent di Brescia – può controllare alcuni stimoli sensoriali, quali vista, olfatto e udito, e, quindi, è anche in grado di modificarli per ridurre lo stress nel paziente. Per esempio si può stimolare la percezione uditiva utilizzando della musica, per far sì che il paziente possa rilassarsi, sentirsi a suo agio e distogliersi dai rumori e suoni provocati dalle apparecchiature odontoiatriche.

Altri elementi che possono essere modificati – continua il dentista della Vitaldent di Brescia – riguardano l’arredamento perché anche questo gioca un ruolo importante sulle sensazioni del paziente. Infatti ambienti poco illuminati o arredamenti obsoleti possono indurre il paziente a pensare che anche le cure che sta per ricevere riflettano la stessa qualità.

Non deve essere sottovalutato nemmeno l’aspetto olfattivo – dice il dentista della Clinica Vitaldent di Brescia – dato che le ricerche dimostrano che il ricordo evocato da una sollecitazione odorosa è sempre ricollegato ad uno stato emozionale. Di conseguenza un odore può suscitare una predisposizione positiva del paziente anche ai successivi interventi, pur dolorosi che siano.

Nel complesso – conclude il dentista della Vital Dent di Brescia – la manipolazione dei singoli elementi presenti nell’ambiente può generare una varietà di effetti psicologici, fisici e comportamentali negli individui, tanto da predisporre positivamente il paziente alla cura e determinare un suo maggior coinvolgimento.


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